Da cosa nasce cosa

Cosa succede quando la creatività e la passione risiedono in un insegnante che fa del suo lavoro una questione politica e dell’arte la sua vita? Succede che se lo incontri sei veramente baciata dalla Dea. Così la Dea due anni fa  mi ha messo sul sentiero giusto ed io ho incontrato Maurizio Rabino, insegnante di Disegno artistico, tecnico e progettazione grafica alle Scuole San Carlo di Torino. Un creativo organizzato che insegna, fra le tante cose, ad organizzare la creatività, perchè quella mica ti viene stando seduta sotto un albero a fissare l’orizzonte…

Il compito era la progettazione di un logo personale per un ipotetico utilizzo.

Facile cadere nel baratro del foglio bianco, ma ecco il prof con gli strumenti di Pronto Soccorso: Bruno Munari e il suo metodo progettuale, un metodo non dettato dalla ragione ma dalla nostra naturale capacità di proiettarsi in avanti.

Munari nel suo libro “Da cosa nasce cosa” parte da un Problema per giungere alla sua Soluzione percorrendo dei passaggi fondamentali che descrive in modo simile alla creazione di una ricetta di cucina: e se volessi cucinare del riso verde con spinaci per quattro persone, da dove comincio?

Così ci ha proposto, ricollegandoci alle lettere miniate sugli antichi manosritti, di provare a disegnare l’iniziale del nostro nome e dopo aver steso la scaletta del metodo Munari, abbozzare uno schizzo.

Questo il primo schizzo su un foglietto volante per giungere, dopo due mesi di lavoro di ricerca e bozze e prove,

a questa meraviglia, (per me naturalmente, che non sono una grafica e neppure so disegnare) che ha messo insieme tutto ciò che in questo momento mi identificava: un libro antico, una regale elefantessa africana annibaliana, la Dea Tanit, il mio cognome, la mia città…