Noi, siamo il Patrimonio dell’Umanità

patrimonio mondiale

Una proposta di logo per dichiarare il Pianeta Terra con tutte le sue specie, Patrimonio mondiale dell’Umanità

Il Pianeta Terra appartiene ai suoi abitanti siano essi Umani, Animali, Vegetali, Minerali e ai suoi elementi, Acqua, Aria, Terra, Fuoco.

Siamo Esseri Sacri e Divini e non sono necessarie religioni per spiegarcelo, è sufficiente ascoltare la vibrazione di queste due parole, farsele risuonare dentro, sentire che ci sono ancestralmente famigliari, fanno parte di noi, e stanno li, nel luogo più recondito dove ognun* le ha sepolte dopo i primi anni di addestramento alle regole imposte dai sistemi che via via si sono costituiti sulla Terra, per la maggior parte basati sulla repressione e sulla violenza, sulla supremazia di poch* e sulla sottomissione di molt*.

Personalmente sono convinta che sempre più persone stanno riuscendo ad essere consapevol* della propria sacralità e a sentire come questa ci renda conness* con tutte le specie del Pianeta e con gli Universi.

Non c’è bisogno di una organizzazione che ci dica che un parco o un monumento sono patrimonio dell’umanità, noi tutte e tutti siamo, il Patrimonio dell’Umanità e come tale dobbiamo salvaguardarci e salvaguardare questa nostra ricchezza.

E’ necessario un’accordo universale tra gli Esseri Umani, una Costituzione del Pianeta Terra che metta al centro unicamente il rispetto.

Lavoro per tutti i popoli,

Libera circolazione per tutti i popoli

Pari dignità per ogni abitante del Pianeta nel rispetto reciproco di ogni Sacra Differenza.

Le regole  necessitano di essere concepite unicamente per permettere una convivenza solidale, benessere e felicità per tutti gli abitanti del Pianeta.

Usiamo la creatività, i talenti, la tecnologia per realizzare questa Nostra Impresa Umana e non la supremazia dei mercati e degli Stati, che ormai ad essi sono asserviti;

noi siamo 7 miliardi, i governi sono fatti da una manciata di persone che ha perso (a parte rare eccezioni) il contatto con l’Umano e segue unicamente la logica finanziaria di far quadrare bilanci a danno sempre più irreversibile delle nostre vite e di quella dell’intero Pianeta.

Gran parte di questi 7 miliardi sono conniventi, per ignoranza, per scelta, per incapacità di scegliere, per karma, ma sempre più persone stanno prendendo consapevolezza che l’unico modo per cambiare le cose è cambiare se stess*, uscendo dal silenzio, risvegliandosi dal torpore, disobbedendo agli schemi imposti ma specialmente curando la propria anima nel suo viaggio, alzando le proprie vibrazioni, ripulendosi dalle negatività del nostro passato, circondando la propria aura di luce.

Gandhi diceva  “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Il modo in cui farlo è palese agli occhi di tutt*. E’ necessario che ognun* di noi si prenda piena responsabilità della propria esistenza e di quella di tutto il Pianeta. Il tempo della delega si è concluso ed è stato mortifero.

La presa di responsabilità porta con se una vibrazione alta che ci farà uscire dal buio dei bisogni primari e ci condurrà all’adultità della coesistenza.

Il tempo è adesso.

Da cosa nasce cosa

Cosa succede quando la creatività e la passione risiedono in un insegnante che fa del suo lavoro una questione politica e dell’arte la sua vita? Succede che se lo incontri sei veramente baciata dalla Dea. Così la Dea due anni fa  mi ha messo sul sentiero giusto ed io ho incontrato Maurizio Rabino, insegnante di Disegno artistico, tecnico e progettazione grafica alle Scuole San Carlo di Torino. Un creativo organizzato che insegna, fra le tante cose, ad organizzare la creatività, perchè quella mica ti viene stando seduta sotto un albero a fissare l’orizzonte…

Il compito era la progettazione di un logo personale per un ipotetico utilizzo.

Facile cadere nel baratro del foglio bianco, ma ecco il prof con gli strumenti di Pronto Soccorso: Bruno Munari e il suo metodo progettuale, un metodo non dettato dalla ragione ma dalla nostra naturale capacità di proiettarsi in avanti.

Munari nel suo libro “Da cosa nasce cosa” parte da un Problema per giungere alla sua Soluzione percorrendo dei passaggi fondamentali che descrive in modo simile alla creazione di una ricetta di cucina: e se volessi cucinare del riso verde con spinaci per quattro persone, da dove comincio?

Così ci ha proposto, ricollegandoci alle lettere miniate sugli antichi manosritti, di provare a disegnare l’iniziale del nostro nome e dopo aver steso la scaletta del metodo Munari, abbozzare uno schizzo.

Questo il primo schizzo su un foglietto volante per giungere, dopo due mesi di lavoro di ricerca e bozze e prove,

a questa meraviglia, (per me naturalmente, che non sono una grafica e neppure so disegnare) che ha messo insieme tutto ciò che in questo momento mi identificava: un libro antico, una regale elefantessa africana annibaliana, la Dea Tanit, il mio cognome, la mia città…

Creativi si ritorna

la visione di Marilena Florio, comunicatrice creativa piemontese mi piace:

“La creatività bloccata possiede una forza intrinseca, che – vagando nel puro pensiero – può creare conflitti e dare prelibati frutti stagionali quali ansia e paura. Diventa un fiume in piena, ostruito da una diga di pattume psichico. Il nostro lavoro quotidiano è quello di pulire questa diga, detrito dopo detrito, per liberare il fiume e lasciarlo fluire verso il mare, perché possa essere manifesto, riconosciuto, condiviso (…)

Quando fluisce è per noi fonte inesauribile di nutrimento, mentre quando incontra barriere, che noi stessi costruiamo con i materiali più svariati, si trasforma in un demone che – non potendo manifestarsi – rimbomba in ogni dove all’interno del nostro essere (…)

Da ciò si può comprendere quanto il “lavoro” legato alla creazione sia un lavoro innanzitutto su di sé, un lavorio profondo che ci mette di fronte ai nostri limiti: le nostre insicurezze, le nostre credenze culturali, le nostre paure di rivelarci come esseri indipendenti, non omologabili.

“La creatività è multiforme. Ora assume una forma, ora un’altra… difficile a descriversi perché le voci non concordano su quel che si è visto nel lampo brillante…la forza creativa scorre nel terreno della psiche alla ricerca delle cavità naturali che esistono in noi.” Clarissa Pinkola Estes

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