Creativi si ritorna

la visione di Marilena Florio, comunicatrice creativa piemontese mi piace:

“La creatività bloccata possiede una forza intrinseca, che – vagando nel puro pensiero – può creare conflitti e dare prelibati frutti stagionali quali ansia e paura. Diventa un fiume in piena, ostruito da una diga di pattume psichico. Il nostro lavoro quotidiano è quello di pulire questa diga, detrito dopo detrito, per liberare il fiume e lasciarlo fluire verso il mare, perché possa essere manifesto, riconosciuto, condiviso (…)

Quando fluisce è per noi fonte inesauribile di nutrimento, mentre quando incontra barriere, che noi stessi costruiamo con i materiali più svariati, si trasforma in un demone che – non potendo manifestarsi – rimbomba in ogni dove all’interno del nostro essere (…)

Da ciò si può comprendere quanto il “lavoro” legato alla creazione sia un lavoro innanzitutto su di sé, un lavorio profondo che ci mette di fronte ai nostri limiti: le nostre insicurezze, le nostre credenze culturali, le nostre paure di rivelarci come esseri indipendenti, non omologabili.

“La creatività è multiforme. Ora assume una forma, ora un’altra… difficile a descriversi perché le voci non concordano su quel che si è visto nel lampo brillante…la forza creativa scorre nel terreno della psiche alla ricerca delle cavità naturali che esistono in noi.” Clarissa Pinkola Estes

qui il resto del suo articolo

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