Noi, siamo il Patrimonio dell’Umanità

patrimonio mondiale

Una proposta di logo per dichiarare il Pianeta Terra con tutte le sue specie, Patrimonio mondiale dell’Umanità

Il Pianeta Terra appartiene ai suoi abitanti siano essi Umani, Animali, Vegetali, Minerali e ai suoi elementi, Acqua, Aria, Terra, Fuoco.

Siamo Esseri Sacri e Divini e non sono necessarie religioni per spiegarcelo, è sufficiente ascoltare la vibrazione di queste due parole, farsele risuonare dentro, sentire che ci sono ancestralmente famigliari, fanno parte di noi, e stanno li, nel luogo più recondito dove ognun* le ha sepolte dopo i primi anni di addestramento alle regole imposte dai sistemi che via via si sono costituiti sulla Terra, per la maggior parte basati sulla repressione e sulla violenza, sulla supremazia di poch* e sulla sottomissione di molt*.

Personalmente sono convinta che sempre più persone stanno riuscendo ad essere consapevol* della propria sacralità e a sentire come questa ci renda conness* con tutte le specie del Pianeta e con gli Universi.

Non c’è bisogno di una organizzazione che ci dica che un parco o un monumento sono patrimonio dell’umanità, noi tutte e tutti siamo, il Patrimonio dell’Umanità e come tale dobbiamo salvaguardarci e salvaguardare questa nostra ricchezza.

E’ necessario un’accordo universale tra gli Esseri Umani, una Costituzione del Pianeta Terra che metta al centro unicamente il rispetto.

Lavoro per tutti i popoli,

Libera circolazione per tutti i popoli

Pari dignità per ogni abitante del Pianeta nel rispetto reciproco di ogni Sacra Differenza.

Le regole  necessitano di essere concepite unicamente per permettere una convivenza solidale, benessere e felicità per tutti gli abitanti del Pianeta.

Usiamo la creatività, i talenti, la tecnologia per realizzare questa Nostra Impresa Umana e non la supremazia dei mercati e degli Stati, che ormai ad essi sono asserviti;

noi siamo 7 miliardi, i governi sono fatti da una manciata di persone che ha perso (a parte rare eccezioni) il contatto con l’Umano e segue unicamente la logica finanziaria di far quadrare bilanci a danno sempre più irreversibile delle nostre vite e di quella dell’intero Pianeta.

Gran parte di questi 7 miliardi sono conniventi, per ignoranza, per scelta, per incapacità di scegliere, per karma, ma sempre più persone stanno prendendo consapevolezza che l’unico modo per cambiare le cose è cambiare se stess*, uscendo dal silenzio, risvegliandosi dal torpore, disobbedendo agli schemi imposti ma specialmente curando la propria anima nel suo viaggio, alzando le proprie vibrazioni, ripulendosi dalle negatività del nostro passato, circondando la propria aura di luce.

Gandhi diceva  “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Il modo in cui farlo è palese agli occhi di tutt*. E’ necessario che ognun* di noi si prenda piena responsabilità della propria esistenza e di quella di tutto il Pianeta. Il tempo della delega si è concluso ed è stato mortifero.

La presa di responsabilità porta con se una vibrazione alta che ci farà uscire dal buio dei bisogni primari e ci condurrà all’adultità della coesistenza.

Il tempo è adesso.

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Siamo Esseri di Luce

È stata una giornata particolare quella di ieri.
Don Andrea Gallo ci ha lasciato, un piccolo grande uomo che viveva nella Luce e che ha illuminato chiunque gli sia stato vicino, mostrando, senza dire ma essendo, che uscire dal buio del disamore non solo è possibile, ma è l’unica strada. Basterebbe prendere esempio da lui, seguire la sua scia di Luce, uno dei tanti esseri illuminati che ha cercato di aiutare l’umanità, ancora così piccola, ancora così in balia dei suoi istinti primari.
Non se n’è andato in un periodo qualunque. E non parlo della condizione storica socioeconomica.
Parlo di ciò che ultimamente mi interessa particolarmente, perché mi attraversa personalmente.
Ci sono molte voci nel web che parlano di cambiamento del pianeta, delle frequenze vibrazionali, della nuova era e via di questo passo in mille modi diversi, dai più folcloristici ai più approfonditi e argomentati.
Io ne seguo alcuni che sento particolarmente in risonanza con me.

Così, credo che una Nuova Era stia arrivando, la sento giungere nei livelli sottili della mia coscienza.
Credo sia vero che siamo chiamat* a passare ad una nuova dimensione dove abbandoneremo le forme pensiero che ci paralizzano e cristallizzano in comportamenti ripetitivi e automatici negativi.
Credo che in questa nuova dimensione le nostre potenzialità saranno molteplici e molte di queste saranno extrasensoriali. Molt* lo stanno già sperimentando, me compresa.
Credo negli Esseri di Luce come Don Gallo, come Peppino Impastato, come Falcone e Borsellino, come Pertini, come Rosa Luxembourg, come Audre Lorde, come i giovani Figli dei Fiori, come Gandhi, come il Buddha, e tant* altr* a diversi stadi di illuminazione.
Come Cristo.

Li riconoscete gli Esseri di Luce perché ci accompagnano nelle rivoluzioni. Ci mostrano l’al di là del velo. Ci lasciano in eredità la loro rivoluzione affinchè diventi la nostra.

Credo che ci siano più dimensioni e che le nostre anime tornino sul Pianeta per esperire nuove evoluzioni o per aiutare altr*.
Credo che la Luce che spesso vediamo un attimo prima di morire sia il ricordo di Quella.
Credo nei nuovi bambini e nelle nuove bambine che stanno nascendo con ancora vivo il ricordo da dove son venuti.
Credo che stiamo avendo la possibilità di riconnetterci con Quella dimensione.
Noi siamo Luce.
È provato anche scientificamente. Siamo un corpo elettrico che vibra. Ma devo dire che non ho bisogno della scienza per credere.
Noi siamo Luce. Solo che non riusciamo ancora a vederlo.

Il passaggio è questo: riuscire a vedere la nostra Luce, prendere consapevolezza di questo. E più lo faremo e più ci sarà Luce.

Provate. Provate a fare una meditazione come quella che trovate sotto, che vi porta in contatto con la Luce e vedrete che a mano a mano ricorderete.
Che voi siete Luce. Non siete a immagine e somiglianza.
Siete la Luce, una scia di essa, un raggio che è venuto a compiere la sua esperienza per svariati e immensi motivi e si ritrova qui, su questo pianeta, congiunto in grandi costellazioni familiari.
Il nostro modo di vivere su questa terra.
Ma il viaggio è nostro, della nostra anima.
Non è quello di mia madre o di mio padre.
Io mi intreccio con loro in questa dimensione. Li scelgo per diversi motivi, funzionali alla mia esperienza
Ma il viaggio è il nostro.
E continuerà sinchè l’evoluzione non ci trasformerà in luce puraenergia e saremo nella Madre e poi chissà.
Credo in questo e non è un’azione del cervello nel cranio, ma di quello nel ventre.
Credo che siamo strettamente conness* con le vibrazioni del Cosmo e che questo sia in continuo mutamento. Come la nostra specie su questo pianeta.
Credo che questi movimenti ci riguardino ed influiscano sui nostri corpi e sulle nostre menti e che noi siamo chiamati ad armonizzarci ad essi.

Fatevi una domanda. Perché nella cultura dominante non può entrare questo argomento se non per essere schernito e deriso?
Possibile che sia tutta fuffa? Tutta new age?
Pensateci: la cultura dominante è la cultura della separazione e della guerra.
Questa è la cultura dell’unione e della pace.

Gli Esseri di Luce meriterebbero uno studio approfondito.
Io gli ho nominati nella mia vita da poco tempo. Ma ho imparato a sentirli, riconoscerli. Sia quelli in terra che nelle altre dimensioni. Li vedo. Li visualizzo.
So che sono una risorsa per noi. Che ci possono aiutare. Spiegare perché e come, meriterebbe altro spazio da qui.
Sentirete dire che saremo aiutati in questo passaggio di presa di coscienza. È vero. È così. Chiedete aiuto. Arriverà.

Ieri, 25 maggio 2013, c’è stato un momento importante chiamato “Apertura del Portale Planetario” (se ci sono parole che vi fanno sorridere, lasciatele andare, soffermatevi sui contenuti).

Vi invito a leggere attentamente anche le parole di astroenergetica di Giuseppina Bruno, scrittrice e ricercatrice bioenergetica che ci spiega la nostra condizione socioeconomica vista dall’influenza dell’energia del Cosmo.

Proprio per questo siamo stat* invitat* a fare una meditazione globale, questa:

Istruzioni:

1. Rilassate la mente e il corpo osservando il respiro per alcuni minuti

2. Invocate la presenza della vostra Anima (sé superiore) e la presenza delle vostre guide spirituali, angeli e maestri ascesi

3. In nome del vostro SE’ SUPERIORE, dichiarate ad alta voce che cancellate e annullate tutti i contratti passati, gli attaccamentii e i contratti con le forze oscure indipendentemente dal loro contenuto

4. In nome del vostro SE’ SUPERIORE, pronunciate ad alta voce la dichiarazione che ora siete liberi e sovrani, siete ESSERI DIi LUCE

5. Visualizzate una colonna di luce dorata, che scende dal Sole Galattico Centrale e passa attraverso il vostro corpo

6. Visualizzate la LUCE DORATA espandersi attraverso il vostro cuore e le vostre mani in tutte le direzioni, trasmutando tutte le tenebre dei piani non fisici nella Luce, cancellando tutti i contenuti del vostro emisfero impianto, che è un campo emisferico con un diametro di 100 piedi (30 metri ) intorno a voi. Continuate ad emanare quella Luce d’oro fino a quando il vostro emisfero impianto sarà completamente pieno di Luce

7. Ora visualizzate l’intero emisfero impianto riempito con una griglia tipo “il fiore della vita” che stabilizza e aumenta la frequenza vibrazionale del campo energetico intorno a voi:

8. Visualizzate la stessa luce dorata trasmutare tutti gli emisferi impianti in tutto il mondo

Io vi invito a farla anche se il giorno è già passato.
Vi invito a fare l’esperienza di visualizzarvi Luce in connessione con la Luce.

E di visualizzare il fiore della vita illuminato in voi e a lasciarvi vibrare.

 luce fiore

La Torta coi Becchi o Erbi di Lucca

Premessa
Inserisco quest’articolo nella categoria Bellezza perchè ritengo che il sapere culinario sappia mostrarci in modo unico l’intensità del lavoro che c’è dietro, delle donne e degli uomini, della loro storia e delle loro tradizioni.

Per fare questa torta ho fatto due mesi di ricerche nel web più qualche intervista alle anziane lucchesi.

Seduta ai tavolini davanti alla bellissima Basilica di San Frediano, avevo accanto a me un’anziana signora accompagnata da un bell’uomo che poteva essere suo figlio. Con sfacciata gentilezza, dopo i saluti, le chiesi se potevo carpirle i segreti della Torta coi becchi, immaginando che qualsiasi anziana lucchese ne avesse, lei mi guardò illuminata e poi mise insieme delle parole non in ordine fra loro. Il figlio con dolcezza la assecondava, poi mi disse, guardi, mia moglie la sa fare benissimo, ora la chiamo e le faccio dare la ricetta. Così in un attimo mi trovai al telefono con una simpatica signora che mi dettò la sua, ricetta, lasciandomi sorpresa da tanta disponibilità.

Quella ricetta aprì il baratro dell’ingrediente giusto. Si perché lei ci mise gli amaretti! Ai limiti dell’accettabilità.
Ma quali sono gli ingredienti di questa torta?

La prima volta che ho assaggiato questa torta avevo circa 12 anni.
Mia zia e mia nonna, di Capannori, provincia di Lucca, emigrate a Torino, cercavano quel pomeriggio di riconnettersi con la loro terra sperimentando una ricetta che le aveva lasciato la cognata della nonna nella solita visita estiva.

Penso che non l’avessero mai fatta prima.
Erano eccitate come bambine, ed io con loro.
Ricordo che mi colpì vederle mischiare gli ingredienti perché c’era un po’ di tutto, la verdura, il parmigiano, lo zucchero, il pepe…
Mi sembrava un gran caos creativo.
Ma il sapore, il sapore così caoticamente ordinato, speziato e morbido, mi è rimasto impresso per sempre.

E quando diventi grande e la famiglia non c’è più, tu ne ricerchi sapori e abitudini.

Così, in quel bellissimo week end a Lucca, preparandomi psicologicamente, riassaggiai la Torta coi Becchi  comprata alla Pasticceria “Antica Fabbrica Buccellato Taddeucci” in Piazza San Michele.

Richiamai a rapporto tutte le papille gustative con l’ordine di catalogare uno per uno gli ingredienti.
Era sublime. Anche se non era la stessa che avevo mangiato anni prima. Aveva forse un gusto un po’ più raffinato, da alta pasticceria, ma meno rustico, meno ricco di ancestrale emozione, ecco.

Però tornai a casa con una missione: rifare la torta con la ricetta più bella.
Oddio, con quella che più mi ispirava la bellezza di quel pomeriggio, di quei sapori ma anche della tradizione legata a questo dolce che ogni cuoca o cuoco  rifà a suo modo, aggiungendo più o meno di questo e quello, mettendo, togliendo.

Bene, ho cercato nel web. Dio ce ne scampi e liberi, quante ricette tutte diverse ho trovato.
Basta spostarsi di un Km da Lucca per trovare o no i canditi, il rum al posto del limoncello, il pane si il riso no, il lievito nella pasta frolla, la chiara e il tuorlo…

Così, alla ricerca della ricetta perduta (e perfetta) ho fatto una lunga e dettagliata comparazione, ho messo le ricette che ritenevo migliori dentro una tabella di excell per vedere chi metteva cosa e poi con un rito sciamanico, richiamando le Ave al mio cospetto, e sorseggiando un Morellino, ho tratto la Mia ricetta.

E devo dire che ho scoperto dei mondi, prevalentemente femminili, di mani sapienti che sfornano torte con una maestria e un’arte uniche.

Non è solo una ricetta, è una formula chimica di secoli di storia, di connessioni, di tradizioni familiari, di usi che trasformano quel boccone in un’esperienza da meditazione.

La mia torta è venuta così, come me la ricordavo allora, speziata e morbida, che sapeva di Tutto in un ordinato ordine sparso.

Per una tortiera 30 cm

Pasta frolla
300 gr farina 00 setacciata
1 uovo intero più 1 tuorlo
150 gr burro freddo
1 cucchiaino di lievito
150 gr zucchero a velo (lascia la pasta più fine e delicata)
un pizzico di sale
buccia di un limone grattata fine o vaniglina (io ho usato la vaniglina)

Ripieno
100 gr pane secco possibilmente toscano anche con la crosta
200 gr latte (per ammollare il pane)
100 gr riso cotto in acqua latte e zucchero
200 acqua (per il riso)
200 latte (per il riso)
50 gr zucchero semolato (per il riso)
1 pallina erbette o bietola (circa  500 gr. cruda) io ho trovato le erbette simili a piccole costine ma più carnose…
50 gr di burro per le bietole
1 manciata prezzemolo tritato
3 rametti peporino (il peporino non è altro che il timo…che in toscana ha un profumo particolare…più pungente…)
1 uovo 1 tuorlo
90 gr zucchero semolato
30 gr parmigiano
30 gr pecorino romano
100 gr uvetta ammollata nel rum (alla prossima ne metterò solo 80 gr…mi sembrava preponderante)
100 gr pinoli
noce moscata
pepe
cannella
2 cucchiaini di spezia “La Saporita”
sale
1 bicchierino di rum più quello per l’uvetta
un po’ di burro per la teglia
1 tuorlo per spennellare la frolla (io non l’ho usato)
Forno ventilato a 180
Minuti 45

Lavorazione

  • Pulisco e metto a cuocere le bietole SENZA I GAMBI in poca acqua salata. Colo e strizzo molto bene.
  • Trito il prezzemolo
  • Pulisco i rametti di peporino (o anche il timo già sminuzzato)
  • Spezzetto e metto in ammollo il pane nel latte
  • Sciacquo e metto in ammollo l’uvetta nel rum
  • Metto al fuoco latte acqua e zucchero e cuocio il riso finchè è cotto, quasi scotto ma non papposo… ed ha praticamente assorbito tutto il liquido…lo metto poi a scolare in un setaccio

Torniamo alla pasta frolla…(ognuna la farà come sa…io l’ho fatta così)

  • Disporre su un piano freddo (oddio, non attaccato al forno si intende…) la farina setacciata con il lievito,  lo zucchero, il pizzico di sale e la buccia di limone tagliata fine o la vaniglina
  • mischiare bene e disporre al centro il burro a cubetti
  • mischiare velocemente fino a rendere sabbia, se è necessario passare le dita in acqua gelata;
  • aprire al centro e versarci le uova; mischiare velocemente sino o a farla diventare un panetto liscio e compatto
  • chiuderla nella pellicola e riporla in frigo almeno 30 minuti

nel frattempo preparare l’impasto:

  • tritare finissime le bietole col coltello…(non amo il mixer)…e passarle in padella nel burro con il prezzemolo, facendo asciugare bene l’acqua senza far bruciare il burro
  • in una terrina mettere le bietole, il peporino, il riso, il pane ben strizzato e sminuzzato, le uova, pinoli, uvette, cannella, noce moscata, Saporita, sale e pepe, il rum, i formaggi grattugiati, lo zucchero …amalgamare bene

imburrare la teglia e cospargere di farina (io non ho usato la carta forno perché secondo me inumidisce…eppoi mi piace fare alla vecchia maniera…)

stendere la pasta frolla

  • tirare fuori la pasta frolla e lavorarla col mattarello, se necessario spolverizzare di farina il piano e un po’ la pasta…io l’ho tirata sino ad uno spessore di circa 6 mm (deformazione professionale…)
  • avvolgerla sul mattarello e srotolarla sulla teglia facendo aderire bene la pasta all’interno e lasciando almeno 2 cm oltre il bordo della teglia
  • forare la pasta con i rebbi della forchetta
  • versare il composto e livellare bene

ed ora bisogna fare i “becchi”

  • effettuare sul bordo rimasto della pasta, dei tagli  diagonali e paralleli distanti  2 cm uno dall’altro
  • arrotolare quei lembi rimanendo in piano con la torta…praticamente vi verranno dei rotoli sfasati che formeranno un becco…
  • spennellare di  tuorlo la pasta (se volete, io non l’ho fatto…)volendo si possono mettere le striscioline di pasta frolla sopra a guarnire, se vi avanzano
    infornare in forno ventilato caldo a 180 gradi per 45 minuti e finchè vedete che i becchi sono un po’ scuretti ma non secchi…

Qui, trovate Mamma Raffaella che vi spiega come si fanno i becchi

E qui invece Carla di Terrore Splendore , fa i becchi alla torta pisana…

A questo proposito un ringraziamento particolare a tutte le donne che generosamente condividono il loro sapere postando le loro ricette e i loro trucchi culinari.

Tempeste solari, terremoti, spacequake

Il primo articolo che prefigurava la catastrofe provocata da una tempesta solare l’ho letto sulla Stampa del 9 gennaio 2009. Era talmente dettagliato e probabile che da li ho iniziato la mia ricerca.

2012, Maya, Apocalisse, cambiamento dimensionale, inversione dei poli, era dell’acquario, nibiru, riunificazione dei due emisferi cerebrali, epoca della ri-unificazione, esseri di luce che ci stanno aiutando a passare nella prossima dimensione, creazione di due mondi eterici paralleli con diverse dimensioni, forme pensiero globali che necessitano cambiamento, meditazioni collettive, pace, solidarietà globale, creazione di un cervello globale attraverso le nostre connessioni. Illuminate di noi.

Luce. Fare Luce. Conoscere ma anche illuminarsi, alzare le vibrazioni, tendere alla Luce.

Ri-svegliarsi. Risvegliarsi per rendersi conto che tu sei la protagonista della tua vita e nessun altro.

Che la tua vita è ora, qui. Non è nel domani. Non è nel ieri. Che sei sola nella tua solitudine di piccola cellula umana. Che sei insieme a quei miliardi di altre cellule umane che come te credono di essere sole, per una malefica forma pensiero che ci ha divisi, sparpagliati, allontanati e fatto credere che non ci amiamo, anzi, ci odiamo.

Che guarda cosa succede quando accade una catastrofe e seguiamo l’istinto: torniamo immediatamente ad essere sorelle e fratelli, ci ri-uniamo, ci aggreghiamo, ci aiutiamo, abbiamo bisogno di stare vicini. Si, poi ci sono gli sciacalli, ma quelli ci saranno sempre, fanno ancora parte di questa nostra umana dualità.

Così, una tempesta solare, può cambiare la tua esistenza. E tu, devi saperlo. E può cambiare anche la tua coscienza. E tu, devi saperlo.

E uno spacequake alimentato da una tempesta solare può avere lo stesso effetto di un terremoto di magnitudo 6.0. E tu, devi saperlo.

Perchè puoi prepararti, puoi affrontare lo sconosciuto con coraggio e determinazione essendo d’aiuto a te e agli altri. Lo sai che una tempesta solare può crare anche un blackout di giorni? e che in quei giorni potrebbero cessare di funzionare le centrali elettriche e di conseguenza quelle idriche e dal tuo cesso ad esempio non scorrere più acqua? e il tuo frigo spegnersi così come quelli dei supermercati? e non poter chiamare tua nonna che vive a 50 km? e tu potresti esser preso dal panico perchè se non lo sai magari inizi a pensare, ecco, è la fine del mondo, avevano ragione.

No, non è la fine, ma forse è l’inizio.

Potrebbe succedere. Ci sono buonissime possibilità che accada e abbiamo il dovere di essere preparati. Perchè è la nostra Terra, la nostra casa  e noi dobbiamo sapere cosa fare quando salta il contatore, dobbiamo sapere come fare per riparla, farle sprecare meno luce, meno acqua, renderla accogliente, colorarla, curarle i gerani sul balcone, ascoltare ad esempio se sta cercando di dirci qualcosa.

E in quel momento abbiamo il dovere di rimanere Umani.

La bellezza è pericolosa per ogni dittatura…in ricordo di Reinaldo Arenas

“La bellezza per la bellezza è pericolosa per ogni dittatura, perché essa implica un ambito che va oltre i limiti che la dittatura assegna agli esseri umani; il suo territorio sfugge al controllo della polizia di regime che non può, pertanto, regnarvi. Per questo irrita i dittatori che vorrebbero distruggerla in qualsiasi modo. La bellezza, in un sistema dittatoriale, è sempre dissidente, perché le dittature sono di per sé antiestetiche, grottesche. Praticare la bellezza è per i dittatori e i lodo scagnozzi un atteggiamento reazionario.”
[Reinaldo Arenas]

Queste parole mi hanno calamitata allo schermo domenica pomeriggio mentre passava il film, “Prima che sia notte” di Julian Schnabel. Non lo conoscevo, come non conoscevo lo scrittore dal cui libro è tratto: Reinaldo Arenas, scrittore poeta drammaturgo cubano omosessuale e per questo oltrechè per la sua critica al regime, perseguitato da Castro, imprigionato, torturato, costretto ad andarsene dal suo paese e rifugiarsi a New York dove muore suicida nel 1990.

Voglio sapere di più di lui e voglio leggere i suoi libri, le sue poesie e voglio cercare questo film con una magistrale interpretazione di Javier Bardem.

E lo voglio ricordare specialmente oggi 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia e insieme a lui, tutte le vittime di questa barbarie.

Da cosa nasce cosa

Cosa succede quando la creatività e la passione risiedono in un insegnante che fa del suo lavoro una questione politica e dell’arte la sua vita? Succede che se lo incontri sei veramente baciata dalla Dea. Così la Dea due anni fa  mi ha messo sul sentiero giusto ed io ho incontrato Maurizio Rabino, insegnante di Disegno artistico, tecnico e progettazione grafica alle Scuole San Carlo di Torino. Un creativo organizzato che insegna, fra le tante cose, ad organizzare la creatività, perchè quella mica ti viene stando seduta sotto un albero a fissare l’orizzonte…

Il compito era la progettazione di un logo personale per un ipotetico utilizzo.

Facile cadere nel baratro del foglio bianco, ma ecco il prof con gli strumenti di Pronto Soccorso: Bruno Munari e il suo metodo progettuale, un metodo non dettato dalla ragione ma dalla nostra naturale capacità di proiettarsi in avanti.

Munari nel suo libro “Da cosa nasce cosa” parte da un Problema per giungere alla sua Soluzione percorrendo dei passaggi fondamentali che descrive in modo simile alla creazione di una ricetta di cucina: e se volessi cucinare del riso verde con spinaci per quattro persone, da dove comincio?

Così ci ha proposto, ricollegandoci alle lettere miniate sugli antichi manosritti, di provare a disegnare l’iniziale del nostro nome e dopo aver steso la scaletta del metodo Munari, abbozzare uno schizzo.

Questo il primo schizzo su un foglietto volante per giungere, dopo due mesi di lavoro di ricerca e bozze e prove,

a questa meraviglia, (per me naturalmente, che non sono una grafica e neppure so disegnare) che ha messo insieme tutto ciò che in questo momento mi identificava: un libro antico, una regale elefantessa africana annibaliana, la Dea Tanit, il mio cognome, la mia città…

Angeli del fango di ieri…e di oggi

Può sembrare anacronistico ma io un pensiero a questi Angeli lo voglio mandare. Specialmente dopo aver tenuto fra le mani un volume salvato da loro.

Gli Angeli del Fango arrivarono subito dopo l’alluvione del 4 novembre 1966 che travolse Firenze e gran parte della Toscana nella piena del fiume Arno.  Giunsero da tutte le parti del mondo per aiutare a recuperare e a restaurare l’immenso patrimonio artistico di Firenze e fu uno dei primi esempi di mobilitazione giovanile del XX secolo.

In particolare l’Archivio di Stato di Firenze vide circa 10 km lineari di documenti del ricco patrimonio archivistico finire sotto il fango dell’alluvione. Grazie agli Angeli e agli stagisti volontari di tutto il mondo che ancora oggi portano il loro immenso contributo, ne sono rimasti da restaurare ancora circa 2 km.

A me la gioia di poterne curare uno di questi nello stage formativo che ho fatto presso l’Archivio di Stato di Firenze lo scorso inverno.